All'inizio questo fantastico aquilone ci era sembrato poco performante!!Abbiamo decisamente cambiato idea.....Il bamboo con cui è costruito è a dir pocoeccezionale - Vedi foto ...
Cosa importante da fare per dare più "reattività", è mettere una goccia di "attak" o colla equivalente su filo che lega le due stecche. Senza questo accorgimento avreste un aquilone troppo morbido.
Per briglia si prende un pezzo di cavo lungo più o meno due volte la lunghezza dell'aquilone. Si fora in prossimità dell'incrocio e si lega.
Il punto inferiore viene deciso in base alla rigidità della spina (più è flessibile, più ci si sposta in alto) ed al tipo di vento (più è forte, più ci si sposta in alto). Una distanza media potrebbe essere 15 cm. circa dal fondo.
Nulla vieta che si possano sperimentare posizioni di briglia diverse, sapendo che spostandosi più in alto il layang sarà più nervoso.
Dopo aver legato anche la parte inferiore ci si porta in prossimità dell'incrocio delle stecche tenendo teso il ramo inferiore e ci sposta verso l'esterno fermandosi circa ad un quarto dell'arco. Il ramo inferiore deve correre quasi parallelo al lato dell'aquilone, allargando leggermente.
Anche questa è una misura standard . Stando un pochino sopra o sotto si cambia l'assetto. Una cosa evidente è la notevole "picchiatura" rispetto ad altri combattenti.
Nelle ultime due foto una briglia per vento forte:ramo superiore corto; punto inferiore di briglia alto, praticamente quasi sopra il centro.
Si può volare egregiamente anche con vento sostenuto. La correzione, in caso di loop pronunciato, si fa piegando avanti ed indietro, per snervare il bamboo, la parte della traversa che spinge di più. Se, per esempio, l'aquilone tende a girare in senso orario, bisogna snervare un pochino la parte sinistra della traversa.
Solo un'ultima considerazione: il layang è un aquilone combattente veramente adattabile alle proprie esigenze e ad un range di venti incredibile.
Questo "POST" è completamente aperto a "correzioni, aggiunte e modifiche varie".
Gentilmente l'amico Henry si è prestato, a Cervia, di farsi fotografare mentre briglia un volantin.
La prima cosa da fare è prendere la misura del cavo da utilizzare: un po' più di 2 volte la lunghezza della diagonale del volantin
L'unità di misura da tenere in considerazione è la distanza che intercorre tra la punta superiore e l'incrocio della traversa con la spina
Misura che bisogna replicare per segnare il punto di briglia destro sulla traversa
Si fora quindi la carta ai lati dellatraversa
Lo stesso si fa per il lato sinistro
La misura presa si riporta 2 volte dal basso verso il centro Si fora incorrispondenza ai lati della spina
Si lega il cavo sulla traversa facendo un doppio giro e stringendoforte, lasciando qualche centimetro in eccesso
Siete arrivati a questo punto------------->
Si stringe la briglia nel centro e ci si porta incorrispondenza dei fori praticati sulla spina. Si annoda la briglia in quel punto
Si taglia "un" filo vicino al nodo appenafatto creando il ramo inferiore dellabriglia che andrà legato fortemente alla spina
Ultima fase,importante: si prende il ramo inferiore e ci si porta ad un paio di centimetri dal naso dell'aquilone. Infine, ci si sposta sulla destra, lasciando scorrere la parte superiore e facendo in modo che il ramo sinistro passi attraverso il punto di attacco destro. Le dita stringono in quel momento il punto in cui fare il nodo che farà da riferimento al punto di attacco del cavo di ritenuta. Si rinforzano con il nastro adesivo il naso, la coda, e le estremità della traversa.
Una volta brigliato il volantin va "testato". Se dovesse "looppare" troppo da una parte, per esempio in senso antiorario, si dovrà accorciare, facendo un nodo, il ramo destro. Se il difetto è lieve è sufficiente "lavorare" (piegandola) un pochino la traversa dalla parte che spinge troppo (per es. la destra se gira a sinistra).
Per quanto riguarda il "carattere", va modificato agendo sulla cabratura, con uno o più nodi sotto o con nodi su tutti due i rami superiori.
L'aquilone combattente indiano, chiamato comunemente “Patang” o”Gudda” è forse il più conosciuto tra gli appassionati di aquiloni.
Viene fatto volare in India ma appartiene anche alla cultura Pakistana. Il materiale con cui viene costruito è comune a molti altri combattenti e cioè carta velina e bamboo. Ciò non impedisce però ad esperti “kite makers” di creare delle piccole opere d'arte volanti.
Far volare aquiloni: “Patang baazi”. E “combattere”, con il filo manijha, cotone imbevuto da una miscela “segreta” di vetro e quarzo. Tutti insieme sopra le città durante le feste tradizionale o ad oltre 3000 piedi per un combattimento fra “team”. I più piccoli sono i più comuni, ma le caste più ricche fanno volare aquiloni grandi più di 1,2 mt.
Vola magnificamente con vento leggero, ma una traversa un po' più rigida consente anche di affrontare venti un po' più decisi. Al limite, qualcuno applica dei fori sulla carta usando una sigaretta accesa!
E' relativamente facile da governare e, specialmente con qualche centinaio di metri di cavo, è bellissimo giocarci. Se opportunamente preparato, reagisce sempre ai comandi, rispettando i tempi di risposta che può dare un cavo esteso per 500-600 metri! Una miniguida sulla preparazione prima del volo
Fighters Bar è il "punto di ritrovo" degli appassionati di aquiloni combattenti. Qui ci scambiamo opinioni, informazioni, chiacchiere... Se l'argomento ti interessa, e vuoi partecipare con qualche articolo, scrivici una e-mail e riceverai in breve tempo l'invito a partecipare.