giovedì 25 settembre 2008

Post "pirata"


Avevo pensato che a Cervia, sarebbe servita una bandiera come punto di riferimento, per noi e per chi fosse interessato a conoscerci.
Bè, la bandiera è arrivata...
Bandane, gambe di legno, uncini e bende sugli occhi
sono vivamente consigliate.
E portatevi le mutande di lana, che è meglio...



domenica 21 settembre 2008

Logo Fighters Bar



Gentlemen, grazie alla creatività dell'artista ed amico Roberto Domenicali, e probabilmente anche della sua innominabile Anima Nera, il Fighters Bar ora ha un fantastico logo che lo contraddistingue.

Ne abbiamo ricavato anche due versioni monocromatiche (positivo e negativo), per poter stampare il logo su t-shirt a costi contenuti






Quindi, se volete una t-shirt FightersBar, non avete altro da fare che scegliere il layout che vi piace di più, scaricarlo e farvelo stampare.
Più comodo di così...
unica regoletta,
il logo è a disposizione gratuita per utilizzo personale,
qualsiasi utilizzo in forma commerciale è proibita.




martedì 16 settembre 2008

C'è da vincere una scommessa (lungo ma ne vale la pena)

Salve a tutti, qui di seguito copio e incollo il messaggio che ho - in quanto socio AKA - appena ricevuto dalla responsabile della "Region 13", il settore "estero" della nota federazione americana.
OVVIAMENTE l'iniziativa NON è riservata soltanto ai soci, c'è da vincere una scommessa e possiamo, anzi dobbiamo dare tutti una mano.

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To everyone in Region 13 who loves kids, kites and especially those kidswho are sick.We can all make a difference today. And it won't cost anything.

I've heard that there's a campaign called SERAFIEN, and I'll let ourBelgium friend, Frank, tell you about it -

A couple lost their 2-year old daughter in July 2007 after a 7-monthnon-curable disease. They received palliative care(http://en.wikipedia.org/wiki/Hospice) for the little girl from avoluntary team of caretakers from the university of Louvain (oldest and atop university in Belgium) academic hospital.

The parents were very grateful for the fact that their child could remainwith them and die at home and they were taken by the fact that palliativecare for adults was paid back by the social security, but not palliativecare for children. So they set up a non-profit organisation called"Serafien", after the good angels (Belgians are predominantly catholic)and after their daughter who was called Fien. Their symbol is a kite, as alink between earth and heaven. The aim is to draw attention for thepalliative care for children and the necessity to have it in the socialsecurity (meaning it would be mostly free).

For that they have the support of many people and organisations, one ofthem being a cultural group by the name of "Keldertrapken" (literally:'the cellar staircase'). This group apparently has taken severalinitiatives to promote the aims of Serafien, mostly in the form of bets:they go to well known people and ask them for a challenge. If they canfulfill the assignment, then the challenger will do something in return,like giving a benefit performance, or doing something special that wouldattract a lot of publicity for the cause.

Now to kites (also the symbol of Serafien): one of the challenges theyreceived is from Gert Bettens from the music group "K's Choice". He betsthey cannot gather 5000 pictures of people with their kite from all overthe world. If they do succeed, he will give a free performance at a bigbenefit concert to be given in Antwerp later this year to promote theaction of Serafien.

The press is picking up on the initiative and even in the Netherlandsthere have been reactions in the press.

So to conclude, I think this is a good initiative, serving a good causeand it does not require too much effort from us kiters, just uploading apicture of oneself (or wife/kid/friend...) with a kite, or a picture ofanother kite taken with a kite, and then filling in the place where it waspictured and eventually your name.

And here's how you can help -You can upload your pictures here...

http://foto.zita.be/6857484196

1/ In the 1st box, choose 'bladeren (=browse)' to select the file.
2/ In the 2nd box, enter the location where the picture is taken with someshort info (in your language) and maybe your name or hometown
3/ Press 'opladen (=upload)' That's all.

The end result is planned for December and will be displayed in a big showin AntwerpI'd really like for Region 13 to show the way by everyone taking 2 minutesto upload at least ONE image each!I've also asked all the other AKA Regional Directors to ask THEIR membersto help too.With AKA's total membership around 3500+, we alone could just aboutfulfill the aim for this campaign!

You'll be doing something really good to benefit someone else, and youwon't have to leave your home to do it.
"PAY IT FORWARD"

Thank you.

Linda Sanders
AKA Region 13 (International) Director
region13@aka.kite.org

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Adesso tocca a noi... ;-)

Sempre buoni 20.

Giacomo.

lunedì 15 settembre 2008

Novità da un Amico


Riporto e basta perchè altrimenti Franco crede che mi sia venuta voglia di scrivere sul blog... e non è ancora così.

I came home last night after a weekend Fighterkite worldcup 2008 in Dieppe.
60 participants from all over the world. (like team Brasil with 7 fighters, Chili with Henry Prat, etc.).

All trying to qualify for big final with 4 best fighters of the world...... Guess who was in the finale round :)
-----> just check www.layangan.nl
Almost world champion, i lost 1 important fight :(
But second best is nice too!
nummero 1: Ronald van Adrichem - Holland
nummero 2: Marcel Latumaelissa - Holland

nummero 3: Erwin Tupamahu - Holland (you now from the fast tirare-video)

nummero 4: Imram Malik - Pakistan (lost all final fights, 0 points)

Nummero 4 was not on the photo because he must go home to England with the ferry.

You can post this message with photo on the fightersbar blog.
As you can see... 3 finalists Holland, 1 finalist Pakistan.... and in final round Pakistan 0 wins . . . . .

I am very busy now with report/photo's for worldchampionships Dieppe.

This report for Dieppe2008 i will make an english version for Fightersbar blog.

I was with our friend Henry Prat. He send you greetings.

Ovviamente a Marcel tutti i nostri complimenti e l'augurio che il prossimo anno durante le sue ferie ci si possa incontrare di nuovo... o forse il sogno di vedersi alla prossima Fighterkite worldcup?!?

domenica 14 settembre 2008

Prima di Cervia, varie ed eventuali...


Facciamo il punto della situazione prima che cominci il festival...i 500 layang sono arrivati, ed ho provveduto a dividerli tra tutti. Ci sono modelli strong, medium e light, con varie colorazioni. Il nylon è arrivato in matasse da 500 mt circa, e (Tommaso insegna) è molto meglio essere in due a caricarlo sui rocchetti o sugli yoyo, perchè la matassa tende ad aggrovigliarsi se lasciata a terra. Ho proposto una dimostrazione di combattimento agli organizzatori, e loro hanno accettato con entusiasmo, quindi vorrei sapere in quanti saremo effettivamente in spiaggia, ed in questo post faremo l'appello...basta che mi lasciate un commento con scritto "presente!"L'idea di massima, è di fare combattimenti utilizzando yoyo caricati con una trentina di metri di nylon + 20 metri di gelasan, per evitare che gli aquiloni tagliati si allontanino troppo, e costituiscano fonte di pericolo per gli altri. Naturalmente in spiaggia valuteremo se gli spazi saranno adeguati. Possiamo fare manche uno contro uno e magari anche un bel combattimento di gruppo, vedremo poi il da farsi.

Questi sono solo alcuni spunti, e non c'è niente di deciso, aspetto anche i vostri pareri...
nella foto, (cliccateci sopra che è meglio) il combattente dell'isola di Java, in volo a Porto Corsini

domenica 7 settembre 2008

i miei carrete...



...eccomi!!!!!!!!!... Finalmente riesco presentarvi i miei carrete...
Ieri a (BRESSO una delle zone di volo milanesi) per la prima volta ho "fatto" il mio primo combattimento utilizzando questo insostituibile oggetto ... ha vinto Carlos, anche perchè fisicamente è il doppio di me ah ah ah


Bhe dopo circa 250 metri di cavo "dato" ai combattenti , l'intensificarfi del vento, rarissima condizione da queste parti (a mio giudizio), il mio aquilone "perdeva "stabilità praticamente è diventato ingovernabile. Quello di Carlos, costruito in icarex ,con struttura in carbonio teneva molto bene.



Ad un certo punto mi si è rotto il cavo di ritenuta e lì panico!!!!!!!!!!!


Fortunatamente Carlos è riuscito ad afferrare il cavo spezzato e con grande agilità l'ha fatto risorgere all'orizzonte quando ormai l'avevo dato per disperso.





Non era importante tanto la perdita del mio combattente ma dove avrebbe potuto "cadere"...





L'esperienza insegna!!!!!!



Ciaoooooooooooooo...

giovedì 4 settembre 2008

A Cervia!! A Cervia!!



Questo post ha lo scopo di raccogliere adesioni, fra noi appassionati di aquiloni combattenti, allo SprintKite di Cervia.

Se potete, e se volete, inserite al più presto un commento o
scriveteci!!

La nostra intenzione è di trovarci magari in un unico albergo.
A presto!!

lunedì 25 agosto 2008


Ciao, sono FrancoMonza...eccomi per la prima volta seduto in questo FANTASTICO BAR...spero di condividere con voi questo spettacolare interesse per gli aquiloni Combattenti, in particolare quelli indiani: tanto piccoli all'apparenza ma...tanto,tanto "CATTIVI"!


Sono "in aria" da ormai quasi 15 anni. Ho iniziato a Cervia, nel lontano esordio della mia passione, con un semplice 2 cavi acrobatico...per poi passare al Revolution, che dovrebbe essere il punto di arrivo di ogni aquilonista. Ormai, completamente rapito da questo "circo-colorato", non mi bastava più volare con un prodotto commerciale, ma sentivo il desiderio di realizzare qualcosa - costruito con le mie mani dandomi certamente più soddisfazione.

Quest'anno a Cervia mi sono avvicinato per la prima volta al combattente indiano (dopo averlo visto più volte in azione e non avere provato nessuna emozione) ,non so cosa sia accaduto ma e' scattata una molla che probabilmente "nascosta" chissa' dove ha innescato in me un entusiasmo indescrivibile).


Ho iniziato una personale produzione di questi aquiloncini di tutti i colori, di carta velina, di carta plastificata. i primi, a dire il vero, con scarse prestazioni dovute alla non corretta attenzione della simmetria. Riguardo agli ultimi devo riconoscere di avere fatto molti progressi e di conseguenza è un grande piacere vederli bene e soprattutto farli andare (volando) dove voglio io... Un saluto a tutti voi alla prossima ...
Franco monza




martedì 5 agosto 2008

Video.......veloce

Solo, velocemente, un esempio di ATTACCO!

martedì 22 luglio 2008

Tiiirare-laaaasciare...

nella foto, da sinistra: Renzo, Franco(now), Tommaso e Marcel

Marcel Latumaelissa si è offerto gentilmente di incontrarci a Pistoia, per passare con noi una giornata dedicata ai Layang-Layang, ed alle tecniche di combattimento.
Subito ci siamo scontrati con un grande equivoco...abituati a voli solitari e meditativi, abbiamo sempre dato grande importanza al tipo di volo dell'aquilone, più o meno veloce, trascurando il fatto che

per COMBATTERE, è il nostro filo che deve scorrere più velocemente di quello dell' avversario, per poterlo tagliare...ed è al filo che deve essere rivolta la nostra attenzione

detto questo, in breve sintesi le tecniche di attacco sono essenzialmente due:

tagliare il filo avversario tirando il proprio filo,

e tagliare il filo avversario rilasciando il proprio filo.

La seconda tecnica è la più semplice e adatta ai neofiti ed agli anziani, in quanto per padroneggiare bene la prima, occorre una velocità di esecuzione che si può acquisire solo con il tempo...pare anche che i fighters facciano un punto d'onore di combattere tirando...personalmente, avendo visto Marcel in azione (che tra l'altro garantisce di non essere tra i più veloci),


penso che se incontrerò avversari del suo stampo, mi rifugerò nella tecnica degli anziani e dei neofiti, che più mi si addice.

Notevole importanza ha
l'angolo di incidenza tra i fili, che determina chi taglia e chi verrà tagliato.
E' un argomento che merita un post dedicato, e verrà trattato più avanti.

Il filo che viene utilizzato in Olanda per combattere, si chiama Gelasan, un tipo di manjha di fabbricazione indonesiana, molto sottile e molto tagliente.
Al Layang vanno fissati circa 50-60 metri di Gelasan, ed all'altro capo, viene aggiunto del filo di nylon di ottima qualità, anche questo di fabbricazione indonesiana. Si combatte quindi con il nylon tra le mani, riducendo i rischi di ferite, e soprattutto viene eliminato il rischio di nodi quando si ha molto filo a terra, in quanto il nylon non si annoda.
Nella foto vediamo Marcel che prepara il filo per il combattimento, la parte viola è nylon, e quella verde è Gelasan


Abbiamo anche testato a fondo i Layang-Layang, e qui devo porre un supplemento di informazione al post precedente (schede tecniche Layang-Layang), dove affermavo che questo aquilone non deve essere troppo strattonato per non rallentarne il volo...il che non è del tutto sbagliato, tranne per il fatto che, come dicevo prima,
non è importante la velocità dell'aquilone, ma quella del nostro filo!

Abbiamo apprezzato una volta di più l'eccezionale versatilità di questo aquilone, dal controllo totale al range di vento praticamente illimitato...ed imparato qualche trucco, come mettere una goccia di Loctite all' incrocio tra la spina e la traversa, per rendere l'aquilone più rigido.

Per finire, i ringraziamenti...

a Marcel, che si è fatto 4 ore di auto solo per incontrarci,
a Giacomo, che ci ha trovato una location perfetta,
a Renzo, eroe di giornata (700 km di treno+ 200 di auto)
a Tommaso, che ha fatto da chauffeur e da interprete,
e poi qualcosa avrò fatto pure io, ma non me lo ricordo.
Ah si, ho scritto il post...



domenica 13 luglio 2008

Brigliare un "Volantin"

Gentilmente l'amico Henry si è prestato, a Cervia, di farsi fotografare mentre briglia un volantin.


La prima cosa da fare è prendere la misura del cavo da utilizzare:
un po' più di 2 volte la lunghezza della diagonale del volantin



L'unità di misura da tenere in considerazione è la distanza che intercorre tra la punta superiore e l'incrocio della traversa con la spina



Misura che bisogna replicare per segnare il punto di briglia destro sulla traversa



Si fora quindi la carta ai lati della traversa






Lo stesso si fa per il lato sinistro


La misura presa si riporta 2 volte
dal basso verso il centro
Si fora in
corrispondenza ai lati
della spina




Si lega il cavo sulla traversa facendo un doppio giro e stringendo forte, lasciando qualche centimetro in eccesso



Siete arrivati a questo punto------------->




Si stringe la briglia nel centro e ci si porta in corrispondenza dei fori praticati sulla spina. Si annoda la briglia in quel punto


Si taglia "un" filo vicino al nodo appena fatto creando il ramo inferiore della briglia che andrà legato fortemente alla spina

Ultima fase, importante: si prende il ramo inferiore
e ci si
porta ad un paio di centimetri dal naso dell'aquilone.
Infine, ci si sposta sulla destra, lasciando scorrere la
parte superiore e facendo in modo che il ramo sinistro
passi attraverso il punto di attacco destro.

Le dita stringono in quel momento il punto in cui fare
il nodo che farà da riferimento al punto di attacco del cavo di ritenuta.
Si rinforzano con il nastro adesivo il naso, la coda, e le estremità della traversa.

Una volta brigliato il volantin va "testato".
Se dovesse "looppare" troppo da una parte, per esempio in senso antiorario, si dovrà accorciare,
facendo un nodo, il ramo destro.
Se il difetto è lieve è sufficiente "lavorare" (piegandola) un pochino la traversa dalla parte
che spinge troppo (per es. la destra se gira a sinistra).

Per quanto riguarda il "carattere", va modificato agendo sulla cabratura, con uno o più nodi sotto o con nodi su tutti due i rami superiori.



mercoledì 2 luglio 2008

EUROPEAN CHAMPIONSHIP



EUROPEAN CHAMPIONSHIP
Riceviamo dall'amico Henry Prat, un reportage sull' ottavo campionato europeo...
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Questo week-end a Outreau (Pas-de-Calais, Francia del nord) si è svolto l'ottavo campionato europeo di aquiloni combattenti.
Come ogni anno, erano rappresentati molti paesi e moti stili di fighters. La Germania, l'Inghilterra, l'Olanda, la Francia, ma purtroppo non ancora l'Italia o la Spagna. Si spera che presto saranno presenti anche loro!
(per quanto riguarda l'Italia, stiamo arrivando...ndr)

Il primo giorno, la gara è stata interrotta causa nebbia, che impediva di vedere i nostri aquiloni oltre a 10 metri...oltretutto, il vento forza 3-4 beaufort, richiedeva materiali e tecnica di volo senza difetti. A metà pomeriggio abbiamo potuto riprendere i combattimenti. La nebbia si era alzata, ma il vento restava sempre così forte. In queste condizioni, era impossibile fare più di 2 combattimenti di seguito, gli aquiloni si rompevano molto facilmente...
Un vento forte costringe a tagliare il filo in un solo modo, e cioè liberandolo rapidamente. Con vento normale, si può tagliare tirando molto rapidamente o liberando il filo, ma là non abbiamo avuto scelta. In alcuni paesi, il Cile ad esempio, esistono gare solamente per i combattimenti in "emissione" (rilasciando il filo).
Uno degli apprendistati di base per i fighters, è la messa a punto fine della briglia in funzione del vento, del tipo e della forza dell'aquilone.
Regolazioni che cambieranno in funzione del vostro stile di combattimento...solo l'esperienza può completare le informazioni di base...occorre avere perso molti aquiloni per diventare un buon combattente!
Ecco un altro insegnamento del fighter!

A Outreau, gli stili di fighters erano molto diversi, si poteva veder volare Patangs indiani e pakistani, controllati da rappresentanti di questi paesi che vivono in Inghilterra, Layangs-Layangs controllati da indonesiani che vengono dall'Olanda, e Volantines...che controllavo, essendo il solo ad utilizzare questo materiale in gare europee.

E' paradossale da dire, ma la chanche dell'Europa non è di avere tradizioni sugli aquiloni combattenti, ma di avere invece un accesso facile ai materiali dei paesi che lo praticano!
Possiamo scegliere l'aquilone che corrisponde meglio al nostro stile di volo...direi addirittura quello che corrisponde meglio al nostro carattere!
Alcuni preferiranno Layang per la sua precisione di volo, altri il Patang per la sua vivacità e trazione, altri ancora il Volantin, che può essere un mix tra i due, se è ben costruito.
Occorre riconoscere che non tutti i paesi hanno la stessa attenzione alla finitura dei loro fighters.
Gli indonesiani sono innegabilmente i più esperti ed i più fini nelle lavorazioni, particolarmente nel bambù. In seguito vengono gli indiani, i cileni, e buoni ultimi i brasiliani...Questi hanno aquiloni eccellenti, ma non hanno assolutamente il senso del dettaglio finale, essendo la produzione la loro unica preoccupazione...(es. la Cafifa, una pipa senza coda dalle qualità straordinarie, ma troppo spesso mal costruite).
Il mio amico Beloty di San Paolo costruisce nella sua fabbrica più di 400.000 pipas al mese...
Per quel che riguarda i Volantines, è molto difficile trovare buoni fabbricanti. Fino al 2003, anno del divieto del gioco popolare (las comisiones), c'era anche la produzione a prevalere sulla qualità, il commercio del volantin e del "hilo curado" poteva facilmente mantenere una famiglia...Ma da allora, restano pochi fabbricanti, ben lontani da livelli di finitura accettabili. Il mio fornitore, ha fatto sempre più progressi, perchè lo mantengo costantemente sotto pressione...
Un'ultima cosa (per questa volta). Occorre ricordarsi che la manjha può essere pericolosa, ed è bene rispettare alcune regole di sicurezza.
Il divieto del gioco del 2003 in Cile, fu dovuto dallo sgozzamento di un motociclista in transito, con un filo di aquilone caduto in mezzo alla strada. Quando un fighter è tagliato, resta sempre una quantità di filo appesa, occorre dunque riflettere bene sulla scelta del luogo per i combattimenti.
Mai vicino ad una strada! Evitare anche di volare vicino ad altri aquiloni...i fili manjha tagliano assolutamente tutto,tranne i cavi in kevlar! Per quanto possibile, raccogliete sempre il manjha caduto a terra, gli animali possono mangiarlo o tagliarsi!
La scelta dei materiali è importante, carta e bambù soltanto! Materiali che se dispersi non arrecano danni all'ambiente, al contrario di mylar, fibra di vetro e carbonio.
Piccolo aneddoto, a Rio ed a San Paolo, osserverete che quasi tutti i motards installano sulla verticale del manubrio una piccola asta, terminante con un uncino, per evitare di farsi sgozzare dalla folla di fili taglienti (cerrol) caduti attraverso le vie.
Per finire, il mio più grande desiderio è che il movimento dei fighter kites si sviluppi in Italia. Per i piaceri accumulati dal volo straordinario di questi aquiloni ed il dolce stress dei combattimenti!
Non dimenticate che i combattimenti sono come le tenzoni dei cavalieri, c'è altrettanto onore a vincere che a perdere!
Ah, tornando al fatto...due pakistani in finale!
Dunque, il Pakistan ha vinto il Campionato Europeo.

Cualquier cosa me llaman. Henry Prat
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foto (by Ayham Attar) di archivio fightersbar:
Carlo, Renzo, Henry e Franco
sulla spiaggia di Cervia