martedì 22 luglio 2008

Tiiirare-laaaasciare...

nella foto, da sinistra: Renzo, Franco(now), Tommaso e Marcel

Marcel Latumaelissa si è offerto gentilmente di incontrarci a Pistoia, per passare con noi una giornata dedicata ai Layang-Layang, ed alle tecniche di combattimento.
Subito ci siamo scontrati con un grande equivoco...abituati a voli solitari e meditativi, abbiamo sempre dato grande importanza al tipo di volo dell'aquilone, più o meno veloce, trascurando il fatto che

per COMBATTERE, è il nostro filo che deve scorrere più velocemente di quello dell' avversario, per poterlo tagliare...ed è al filo che deve essere rivolta la nostra attenzione

detto questo, in breve sintesi le tecniche di attacco sono essenzialmente due:

tagliare il filo avversario tirando il proprio filo,

e tagliare il filo avversario rilasciando il proprio filo.

La seconda tecnica è la più semplice e adatta ai neofiti ed agli anziani, in quanto per padroneggiare bene la prima, occorre una velocità di esecuzione che si può acquisire solo con il tempo...pare anche che i fighters facciano un punto d'onore di combattere tirando...personalmente, avendo visto Marcel in azione (che tra l'altro garantisce di non essere tra i più veloci),

video

penso che se incontrerò avversari del suo stampo, mi rifugerò nella tecnica degli anziani e dei neofiti, che più mi si addice.

Notevole importanza ha
l'angolo di incidenza tra i fili, che determina chi taglia e chi verrà tagliato.
E' un argomento che merita un post dedicato, e verrà trattato più avanti.

Il filo che viene utilizzato in Olanda per combattere, si chiama Gelasan, un tipo di manjha di fabbricazione indonesiana, molto sottile e molto tagliente.
Al Layang vanno fissati circa 50-60 metri di Gelasan, ed all'altro capo, viene aggiunto del filo di nylon di ottima qualità, anche questo di fabbricazione indonesiana. Si combatte quindi con il nylon tra le mani, riducendo i rischi di ferite, e soprattutto viene eliminato il rischio di nodi quando si ha molto filo a terra, in quanto il nylon non si annoda.
Nella foto vediamo Marcel che prepara il filo per il combattimento, la parte viola è nylon, e quella verde è Gelasan


Abbiamo anche testato a fondo i Layang-Layang, e qui devo porre un supplemento di informazione al post precedente (schede tecniche Layang-Layang), dove affermavo che questo aquilone non deve essere troppo strattonato per non rallentarne il volo...il che non è del tutto sbagliato, tranne per il fatto che, come dicevo prima,
non è importante la velocità dell'aquilone, ma quella del nostro filo!

Abbiamo apprezzato una volta di più l'eccezionale versatilità di questo aquilone, dal controllo totale al range di vento praticamente illimitato...ed imparato qualche trucco, come mettere una goccia di Loctite all' incrocio tra la spina e la traversa, per rendere l'aquilone più rigido.

Per finire, i ringraziamenti...

a Marcel, che si è fatto 4 ore di auto solo per incontrarci,
a Giacomo, che ci ha trovato una location perfetta,
a Renzo, eroe di giornata (700 km di treno+ 200 di auto)
a Tommaso, che ha fatto da chauffeur e da interprete,
e poi qualcosa avrò fatto pure io, ma non me lo ricordo.
Ah si, ho scritto il post...



domenica 13 luglio 2008

Brigliare un "Volantin"

Gentilmente l'amico Henry si è prestato, a Cervia, di farsi fotografare mentre briglia un volantin.


La prima cosa da fare è prendere la misura del cavo da utilizzare:
un po' più di 2 volte la lunghezza della diagonale del volantin



L'unità di misura da tenere in considerazione è la distanza che intercorre tra la punta superiore e l'incrocio della traversa con la spina



Misura che bisogna replicare per segnare il punto di briglia destro sulla traversa



Si fora quindi la carta ai lati della traversa






Lo stesso si fa per il lato sinistro


La misura presa si riporta 2 volte
dal basso verso il centro
Si fora in
corrispondenza ai lati
della spina




Si lega il cavo sulla traversa facendo un doppio giro e stringendo forte, lasciando qualche centimetro in eccesso



Siete arrivati a questo punto------------->




Si stringe la briglia nel centro e ci si porta in corrispondenza dei fori praticati sulla spina. Si annoda la briglia in quel punto


Si taglia "un" filo vicino al nodo appena fatto creando il ramo inferiore della briglia che andrà legato fortemente alla spina

Ultima fase, importante: si prende il ramo inferiore
e ci si
porta ad un paio di centimetri dal naso dell'aquilone.
Infine, ci si sposta sulla destra, lasciando scorrere la
parte superiore e facendo in modo che il ramo sinistro
passi attraverso il punto di attacco destro.

Le dita stringono in quel momento il punto in cui fare
il nodo che farà da riferimento al punto di attacco del cavo di ritenuta.
Si rinforzano con il nastro adesivo il naso, la coda, e le estremità della traversa.

Una volta brigliato il volantin va "testato".
Se dovesse "looppare" troppo da una parte, per esempio in senso antiorario, si dovrà accorciare,
facendo un nodo, il ramo destro.
Se il difetto è lieve è sufficiente "lavorare" (piegandola) un pochino la traversa dalla parte
che spinge troppo (per es. la destra se gira a sinistra).

Per quanto riguarda il "carattere", va modificato agendo sulla cabratura, con uno o più nodi sotto o con nodi su tutti due i rami superiori.



mercoledì 2 luglio 2008

EUROPEAN CHAMPIONSHIP



EUROPEAN CHAMPIONSHIP
Riceviamo dall'amico Henry Prat, un reportage sull' ottavo campionato europeo...
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Questo week-end a Outreau (Pas-de-Calais, Francia del nord) si è svolto l'ottavo campionato europeo di aquiloni combattenti.
Come ogni anno, erano rappresentati molti paesi e moti stili di fighters. La Germania, l'Inghilterra, l'Olanda, la Francia, ma purtroppo non ancora l'Italia o la Spagna. Si spera che presto saranno presenti anche loro!
(per quanto riguarda l'Italia, stiamo arrivando...ndr)

Il primo giorno, la gara è stata interrotta causa nebbia, che impediva di vedere i nostri aquiloni oltre a 10 metri...oltretutto, il vento forza 3-4 beaufort, richiedeva materiali e tecnica di volo senza difetti. A metà pomeriggio abbiamo potuto riprendere i combattimenti. La nebbia si era alzata, ma il vento restava sempre così forte. In queste condizioni, era impossibile fare più di 2 combattimenti di seguito, gli aquiloni si rompevano molto facilmente...
Un vento forte costringe a tagliare il filo in un solo modo, e cioè liberandolo rapidamente. Con vento normale, si può tagliare tirando molto rapidamente o liberando il filo, ma là non abbiamo avuto scelta. In alcuni paesi, il Cile ad esempio, esistono gare solamente per i combattimenti in "emissione" (rilasciando il filo).
Uno degli apprendistati di base per i fighters, è la messa a punto fine della briglia in funzione del vento, del tipo e della forza dell'aquilone.
Regolazioni che cambieranno in funzione del vostro stile di combattimento...solo l'esperienza può completare le informazioni di base...occorre avere perso molti aquiloni per diventare un buon combattente!
Ecco un altro insegnamento del fighter!

A Outreau, gli stili di fighters erano molto diversi, si poteva veder volare Patangs indiani e pakistani, controllati da rappresentanti di questi paesi che vivono in Inghilterra, Layangs-Layangs controllati da indonesiani che vengono dall'Olanda, e Volantines...che controllavo, essendo il solo ad utilizzare questo materiale in gare europee.

E' paradossale da dire, ma la chanche dell'Europa non è di avere tradizioni sugli aquiloni combattenti, ma di avere invece un accesso facile ai materiali dei paesi che lo praticano!
Possiamo scegliere l'aquilone che corrisponde meglio al nostro stile di volo...direi addirittura quello che corrisponde meglio al nostro carattere!
Alcuni preferiranno Layang per la sua precisione di volo, altri il Patang per la sua vivacità e trazione, altri ancora il Volantin, che può essere un mix tra i due, se è ben costruito.
Occorre riconoscere che non tutti i paesi hanno la stessa attenzione alla finitura dei loro fighters.
Gli indonesiani sono innegabilmente i più esperti ed i più fini nelle lavorazioni, particolarmente nel bambù. In seguito vengono gli indiani, i cileni, e buoni ultimi i brasiliani...Questi hanno aquiloni eccellenti, ma non hanno assolutamente il senso del dettaglio finale, essendo la produzione la loro unica preoccupazione...(es. la Cafifa, una pipa senza coda dalle qualità straordinarie, ma troppo spesso mal costruite).
Il mio amico Beloty di San Paolo costruisce nella sua fabbrica più di 400.000 pipas al mese...
Per quel che riguarda i Volantines, è molto difficile trovare buoni fabbricanti. Fino al 2003, anno del divieto del gioco popolare (las comisiones), c'era anche la produzione a prevalere sulla qualità, il commercio del volantin e del "hilo curado" poteva facilmente mantenere una famiglia...Ma da allora, restano pochi fabbricanti, ben lontani da livelli di finitura accettabili. Il mio fornitore, ha fatto sempre più progressi, perchè lo mantengo costantemente sotto pressione...
Un'ultima cosa (per questa volta). Occorre ricordarsi che la manjha può essere pericolosa, ed è bene rispettare alcune regole di sicurezza.
Il divieto del gioco del 2003 in Cile, fu dovuto dallo sgozzamento di un motociclista in transito, con un filo di aquilone caduto in mezzo alla strada. Quando un fighter è tagliato, resta sempre una quantità di filo appesa, occorre dunque riflettere bene sulla scelta del luogo per i combattimenti.
Mai vicino ad una strada! Evitare anche di volare vicino ad altri aquiloni...i fili manjha tagliano assolutamente tutto,tranne i cavi in kevlar! Per quanto possibile, raccogliete sempre il manjha caduto a terra, gli animali possono mangiarlo o tagliarsi!
La scelta dei materiali è importante, carta e bambù soltanto! Materiali che se dispersi non arrecano danni all'ambiente, al contrario di mylar, fibra di vetro e carbonio.
Piccolo aneddoto, a Rio ed a San Paolo, osserverete che quasi tutti i motards installano sulla verticale del manubrio una piccola asta, terminante con un uncino, per evitare di farsi sgozzare dalla folla di fili taglienti (cerrol) caduti attraverso le vie.
Per finire, il mio più grande desiderio è che il movimento dei fighter kites si sviluppi in Italia. Per i piaceri accumulati dal volo straordinario di questi aquiloni ed il dolce stress dei combattimenti!
Non dimenticate che i combattimenti sono come le tenzoni dei cavalieri, c'è altrettanto onore a vincere che a perdere!
Ah, tornando al fatto...due pakistani in finale!
Dunque, il Pakistan ha vinto il Campionato Europeo.

Cualquier cosa me llaman. Henry Prat
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foto (by Ayham Attar) di archivio fightersbar:
Carlo, Renzo, Henry e Franco
sulla spiaggia di Cervia