lunedì 16 marzo 2009

Nuove su Venezia


Articolo apparso sul giornale di Venezia e Mestre.


Bissuola, un volo d’aquiloni per l’integrazione
(c.m.)Ragazzi afghani e coetanei veneziani giocano assieme al parco Albanese
L’integrazione passa attraverso un gioco. Un volo di aqiloni che unisce l’Afghanistan arrivato da noi e i ragazzini di Mestre e di Venezia. Una tragedia, quella degli afghani che scampati a stragi, guerre, bombardamenti e schiavitù, arrivano da noi nascosti nelle pance dei traghetti greci, raccontata con i sorrisi degli hazarà, la gentilezza dei pastun nel parco della Bissuola, con un aquilone in mano. Ieri è iniziato il «Grande Gioco per l’amicizia e la conoscenza», che si concluderà sabato, primo giorno di primavera e capodanno per gli afghani, in piazza Ferretto e in piazza San Marco con una battaglia di aquiloni. Il «Gioco» per i bambini afghani, un gioco da riscoprire per i nostri ragazzini.Una trentina di ragazzi afghani ospiti dei servizi sociali del Comune hanno mostrato la loro abilità nel costruire le leggere e colorate macchine volanti e nel farle volare attaccate ad un sottile filo di nylon. Il vento c’era e la curiosità di numerosi mestrini pure. E non solo dei più piccoli, pure di tanti nonni che loro sanno ancora cosa sono gli aquiloni e nelle mani hanno il ricordo di come farli volare. Sono macchine volanti semplici gli aquiloni dei ragazzi afghani. Di carta velina colorata rallegrano il cielo della Bissuola e di una Mestre che timidamente ieri è stata baciata dal sole.Una partita di calcio prima di mostare a tutti come il Gioco che diverte è semplice affascina e unisce. «Da Kabul a Venezia, facciano correre i pensieri», è il titolo dell’iniziativa organizzata dagli stessi ragazzi afghani e dall’assessorato alle Politiche Sociali e all’Accoglienza. Una speranza, come per questi ragazzi la celebrazione dell’anno nuovo, Nauruz, col solstizio di primavera. Un’antica tradizione che sembra sia nata 5000 anni fa. A quel tempo era tradizione tra le genti dell’Iran e del Khorasan, attuale Afghanistan, celebrare questa festa legata ai cilci naturali. Identificando l’inizio dell’anno con il risveglio della natura e ia ripresa dei cicli agricoli. «Nauruz non è solo la più importante festa dell’anno, ma è il simbolo per eccelenza della rinascita e della speranza», hanno scritto i ragazi aghani. «La stessa speranza che si nasconde dietro ai progetti migratori di tanti giovani afghani in fuga dalla guerra e in cerca di un futuro migliore e di Pace nella: Terra dei Diritti Umani».Oggi, sempre dalle 15 alle 18, si riprende in piazza Ferretto e in centro storico a santa Maria Formosa. I bambini sono invitati.

2 commenti:

Tommaso ha detto...

... un grazie come spesso accade a Roberto per le segnalazioni e per il ruolo attivo in questo blog... per il resto sarebbe molto bello intervenire, ma io purtroppo mi chiamo fuori perchè dovrò sicuramente lavorare il sabato e la domenica forse è meglio che mi dedichi alla famiglia visto anche i prossimi impegni di ritrovi segnati in "fighters" sul calendario e soprattutto per non rischiare un divorzio anticipato... per questo aspetterò che il livello della moglie saturi con gli anni per il troppo tempo passato con voi... quindi tenete alto il verbo e si attendono racconti.

Roberto ha detto...

Basterebbe portare la moglie a Venezia, sarebbe un gesto romantico volare un aquilone a forma di cuore in piazza San Marco assieme a lei. di sicuro questo gesto eviterebbe il divorzio hehehehe